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Veronese. «No all’Ulss unica». Tre Comuni in campo. Brenzone e Bardolino scrivono a Zaia. Dolcè li segue. Prime adesioni alla proposta del consigliere regionale Bassi

«No all’Ulss unica per la provincia di Verona, sì all’Ulss Gardesana, che comprenda il lago di Garda e circa venticinque Comuni limitrofi». Sono partite da Brenzone, Bardolino e Dolce (che discuterà la mozione in Consiglio) le prime adesioni alla proposta del consigliere regionale Andrea Bassi che aveva scritto a 25 sindaci e a tutti i consiglieri di altrettanti comuni per chiedere di «contrastare i riduzione a una sola delle tre Ulss di Verona e provincia».

E così il sindaco di Brenzone, Tommaso Bertoncelli, col consigliere delegato al sociale, Giancarlo Devoti, ha inviato una lettera al presidente della giunta regionale, Luca Zaia, all’assessore alla sanità, Luca Coletto, e a tutti i consiglieri regionali. La stessa cosa hanno fatto anche i colleghi di Bardolino, Daniele Bertasi, Pietro Meschi e Giuditta Tabarelli. E presto lo farà anche il Comune di Dolce. I contenuti delle lettere sono analoghi. «A prescindere dalle convinzioni politiche», ha scritto l’amministrazione comunale di Brenzone, «evidenziamo che la parte nord-ovest della provincia di Verona non può essere “schiacciata” all’interno di un’unica mega-UIss provinciale. Che, così com’è proposta, abbraccerebbe un territorio lungo circa 120 chilometri da Legnago a Malcesine passando per Verona, la Valpolicella, il Villafranchese, la Val d’Adige fino al confine ad est con la provincia di Vicenza e, a nord e a ovest rispettivamente col Trentino Alto Adige e la Lombardia. L’area del Garda è di gran lunga la realtà turistica più importante dell’intero Veneto con ben 12 milioni di presenze turistiche solo nel 2015, e ha specificità tali da meritare di essere tenuta in particolare considerazione», sostengono dall’alto lago.

«Del resto», prosegue la missiva rivolta a Zaia. «Lei vuole due Ulss distinte per San Donà e Venezia, nonché a Vicenza e Bassano. Anche il Garda deve avere una propria Ulss. La sede potrebbe rimanere a Bussolengo per limitare i costi, ma l’importante è che non vengano create ne perpetrate sperequazioni tra cittadini».

Poi la stoccata: «Perché l’Ulss 22 di Bussolengo è quella che riceve, procapite, il minor rimborso di tutte e 21 le Ulss venete? Le chiediamo di correggere immediatamente questa penalizzante anomalia». «A noi» ha sottolineato Giancarlo Devoti, «importa solo che, tecnicamente, il Consiglio regionale non adotti decisioni penalizzanti per il nostro territorio. Visto che non è vero che si farebbe un’Ulss sola per provincia, anche il Garda merita la stessa attenzione del Veneziano o del Bassanese».

Altri comuni, a quanto pare, si stanno attrezzando per inviare lettere simili in Regione anche perché, come fanno sapere dall’alto lago, «il territorio gardesano è già molto penalizzato dal punto di vista geografico e sanitario, ci manca solo che lo sia anche dal punto di vista amministrativo con un’Ulss unica per 1 milione di persone. Vogliamo che la Regione ascolti il territorio e agisca secondo le istanze che da questo provengono. Ne va della salute della gente, non è una questione politica ne di poltrone». «In Valdadige la pensiamo allo stesso modo», ha chiuso Ivan Castelletti da Dolce.

L’Arena – 20 luglio 2016 

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