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Vicentino. Lupi, avvistamenti e psicosi. Coldiretti: si muova la Regione ed effettui un monitoraggio. L’ultima segnalazione in Val Brenta. Cresce la paura

Il predatore europeo più temuto, dopo l’orso, fa nuovamente capolino nel Vicentino, in particolare nella Val Brenta dove alcuni residenti nei giorni scorsi hanno dato l’allarme sulla presenza di un lupo. Non è certo la prima volta che vengono segnalati avvistamenti, sia nel Bassanese che nell’altopiano di Asiago e anche nell’alta valle del Chiampo, al confine con i Lessini veronesi. Proprio lì è accertata (e monitorata da un progetto europeo) la presenza di un branco, che ora si crede si stia allargando, con l’allontanamento di alcuni lupi.

A gennaio scorso un agente della polizia provinciale riuscì a fotografare un lupo a Crespadoro e poi vennero raccolti alcuni peli per le analisi del caso. Altri avvistamenti, prevalentemente da residenti, si sono susseguiti nei mesi scorsi (ma non sono certo mancati nemmeno negli anni precedenti).

L’ultimo è di appena qualche giorno fa, quando una famiglia di Cismon del Grappa ha dovuto andare a riprendere i propri cavalli, fuggiti dal recinto dopo essersi spaventati per essersi trovati vicino un animale che potrebbe essere un lupo. Lo stesso esemplare è stato visto poi dai proprietari dei cavalli. Nessuna certezza, ma tanta paura.

A spaventare la gente del posto è l’arrivo dei lupi vicino alle case. Alle segnalazioni devono seguire le verifiche degli agenti specializzati del Corpo forestale, perché il lupo alla vista è molto simile al cane lupo. La paura è tanta, soprattutto per gli allevatori ora che è stagione d’alpeggio.

«E’ da tempo che manifestiamo la nostra preoccupazione alla Regione Veneto – commenta Martino Cerantola, presidente provinciale di Coldiretti –, ci attendiamo un monitoraggio. Non vogliamo creare allarmismo, bisogna essere cauti di fronte alle segnalazioni della vicinanza ai centri abitati, ma chiediamo agli organi preposti di porre l’attenzione del caso». Per non sottovalutare – almeno – le tante segnalazioni e la crescente preoccupazione della gente. Fosse anche «figlia» di una sorta di psicosi verso il temuto predatore.

Elfrida Ragazzo – Il Corriere del Veneto – 19 giugno 2016 

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