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Vicenza. Morta di meningite a tre anni, profilassi a scuola. I genitori: «Solo sabato i sintomi. Ma quel batterio è fatale»

MALO — Nel salotto di casa restano i giochi sotto il tavolo. I libricini da colorare, i palloni di gomma. Ma Greta non c’è più. Vuoto e silenzio, in una casa di Malo, hanno preso il posto di un’allegra bimba di tre anni e mezzo. A portarsela via è stata la meningite, ieri lo hanno confermato le analisi . «Ha iniziato a star male sabato sera, al mattino è peggiorata nonostante le medicine.

E si è coperta di macchie rosse. Domenica mattina è stata portata in elicottero a Verona, non c’è stato niente da fare» mormora il papà Mauro Raffaello, 36 anni. Lui e la compagna Erica, 34, non sanno darsi pace. «Vogliamo raccontare nei dettagli quello che è successo. Forse sarà d’aiuto ad altre famiglie».

Greta è morta lunedì. Tutti i tentativi di contrastare l’infezione con gli antibiotici, nel reparto specializzato dell’ospedale Borgo Trento di Verona, sono stati vani: le esequie sono fissate per venerdì alle 15.30, al Duomo di Malo, mentre si attende un esame che confermi definitivamente la meningite. Ma non ci sarà autopsia, perché i due genitori non l’hanno voluta: «Abbiamo chiesto di evitarla se possibile, visto che la causa è già quasi certa». La coppia, pur nel dolore, ringrazia l’operato del personale sanitario vicentino e veronese. «I medici hanno fatto di tutto. Purtroppo per questa forma di meningite virale ci è stato spiegato che non c’è vaccino. Ed è molto difficile da riscontrare prima che sia in fase troppo avanzata». Secondo quanto riportato dalle Usl alla famiglia si è trattato di un meningococco di tipo b, che ha infettato Greta per vie aeree. Impossibile capire dove o da chi, ma per sicurezza è già stata effettuata una profilassi sanitaria preventiva a tutti i 154 bimbi della scuola materna di Case di Malo, che la piccola frequentava.

Un ricordo alla volta, papà e mamma ricostruiscono le poche, dolorose ore seguite ai primi sintomi dell’infezione, sabato sera. «Era caduta dal monopattino, e inizialmente pensavamo si lamentasse per la botta. Ma non era così: la febbre le è salita oltre 39 gradi, non ce l’aveva mai avuta così alta. E aveva dolori al collo. L’abbiamo portata subito all’ospedale». Dove Greta abbia preso il virus (che, se è quello ipotizzato dai medici, si trasmette per vie aeree) è impossibile stabilirlo. «Forse alla scuola materna, o forse da qualcuno in un centro commerciale in cui eravamo andati. L’incubazione è di appena una settimana. Sabato sera le hanno fatto tutti gli esami – riprende il genitore – anche al collo, senza trovare anomalie: alle dieci siamo tornati a casa». Durante la notte Greta ha assunto medicine. «Quando si è svegliata alla mattina aveva la febbre a 37,6, sembrava migliorata – interviene la mamma – ma aveva delle macchioline rosse, sul collo e sul resto del corpo. Abbiamo pensato fosse scarlattina, ne abbiamo parlato anche con la guardia medica».

Alla materna infatti c’era stato qualche caso di scarlattina nei giorni scorsi. Ma la malattia della bimba vicentina nell’arco di poche decine di minuti dal risveglio ha preso il sopravvento. «Greta ha iniziato a lamentarsi come non aveva mai fatto prima, mi è svenuta in braccio. Siamo corsi all’ospedale» commenta Erica. Il resto, purtroppo, è noto. I medici dell’ospedale di Santorso, vedendo i sintomi, hanno capito immediatamente di avere a che fare con una sospetta meningite, e hanno allertato l’elicottero.

«È una coppia forte, si fanno forza a vicenda e fortunatamente hanno vicino i genitori» osserva don Giuseppe Tassoni. Il parroco di Malo, che aveva battezzato Greta nei primi mesi del 2011, ieri è andato a casa della famiglia. Il funerale della piccola sarà anticipato da un rosario, sempre in Duomo, domani sera alle 19.30. La tranquilla vita della cittadina di provincia è rimasta scossa dall’accaduto: ieri solo 65 bimbi, su oltre 150, si sono recati a scuola alla materna frequentata da Greta. «Ma lo capisco, lunedì pomeriggio non hanno fatto la consueta dormita a scuola, e sono rimasti fino alle 16.30 in piedi per la somministrazione del farmaco preventivo» spiega il preside Bruno Sandri. Il dirigente assicura la massima attenzione dentro la struttura scolastica: «Ora la profilassi si è conclusa, ma rimaniamo vigili fino a venerdì 2 maggio: l’ultima volta che Greta è venuta a scuola è stato martedì 22 aprile, dopo le vacanze pasquali. C’è sempre una tenue possibilità che in quella giornata sia avvenuto un contagio, servono dieci giorni per avere la sicurezza definitiva».

Andrea Alba – Corriere del Veneto – 30 aprile 2014 

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