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Allarme IzsVe: mancano 18 milioni, a rischio stipendi. Una parte è stata congelata dal Tar, l’altra da Palazzo Balbi

zooprofilattico-kdFC--190x130CorriereVenetodal Corriere del Veneto. Oltre al danno, la beffa. Pur avendo chiuso il bilancio 2014 in utile di circa 4 milioni (i conteggi finali sono in corso), l’Istituto zooprofilattico delle Venezie non ha più soldi in cassa. Motivo: il ministero dell’Economia non ha ancora corrisposto i 14.169.469,63 euro a saldo dei 33.899.874 destinati alla struttura di Legnaro (Padova) dal riparto 2013 del Fondo sanitario nazionale. Questi 14 milioni e rotti mai arrivati sono stati «congelati» dal Tar del Lazio, a causa del ricorso presentato dalla Regione guidata da Nicola Zingaretti contro la distribuzione dei finanziamenti agli Istituti zooprofilattici. E fino a sentenza definitiva resteranno bloccati. E poi c’è lo stanziamento 2014: 34.982.966 euro, dei quali mancano ancora all’appello 8.266.081 euro, già versati dal ministero dell’Economia alla Regione (come certificato dal decreto del 17 aprile scorso sottoscritto da Domenico Mantoan, direttore generale dell’area Sanità e Sociale per il Veneto), ma da Palazzo Balbi girati all’Izs non completamente.

Come si evince dal decreto firmato il 27 aprile scorso da Mantoan, a Legnaro sono giunti 3,8 milioni degli 8,2 in ballo. Morale: l’Istituto aspetta ancora circa 4,4 milioni di euro (anche se la Regione sostiene di aver firmato il mandato di pagamento proprio venerdì) che sommati ai 14,1 di cui sopra fanno 18,5 milioni in meno in cassa.

«Abbiamo sempre avuto i conti in ordine e quindi da un anno e mezzo andiamo avanti con risorse interne ma ora, dopo aver pagato gli ultimi stipendi e contributi al 24 maggio, non c’è più disponibilità — avverte il direttore amministrativo Renzo Alessi —. Se i 4,4 milioni del 2014 non arriveranno entro la settimana, dovremo chiedere un prestito in banca e ricorrere alla gestione contabile ordinaria, pagando interessi del 3,089% su una cifra di 5 milioni. Che durerà sì e no tre mesi, e poi?».

Dal 21 ottobre 2014 al 19 febbraio scorso il direttore generale dello Zooprofilattico, Igino Andrighetto, ha inviato alla Regione diversi solleciti: «L’IZV è in grave sofferenza di cassa, c’è il pericolo di interrompere la regolarità degli stipendi e di pagare in ritardo i fornitori»; e ancora: «Si precisa inoltre che in riferimento alla probabile insorgenza di emergenze nel settore avicolo, l’Istituto sarà chiamato a garantire la costante presenza di personale nei laboratori non solo nei giorni di sabato e domenica ma anche nei festivi, con l’impossibilità di garantire nei dovuti tempi il pagamento del giusto stipendio».

Fino all’ultimo sos: «L’Istituto dovrà ricorrere all’anticipazione di cassa con il tesoriere Banca Intesa, poiché non avrà più disponibilità di liquidità monetaria per far fronte alle spese correnti (pagamento degli stipendi, dei contributi e dei fornitori nei termini previsti dalla legge). I rappresentanti in Cda chiedono un intervento al ministero dell’Economia e alla Regione affinché siano erogati i finanziamenti necessari a garantire la regolarità del servizio pubblico».

Da Palazzo Balbi fanno sapere che Mantoan ha firmato venerdì il mandato di pagamento. «A noi non è arrivata alcuna comunicazione in merito — precisa Andrighetto — non ci resta che aspettare fiduciosi. Siamo davvero in difficoltà, dopotutto possiamo contare su un bilancio limitato, di circa 45 milioni di euro. A febbraio abbiamo dovuto interrompere i pagamenti ai fornitori, finora sempre saldati a 30 giorni per avere un 5% di sconto sulle fatture. Invece adesso avanzano 6/700 mila euro, alcuni sono stranieri e non capiscono cosa stia succedendo. Stiamo cercando di resistere, ma a giugno saremo costretti a chiedere alla banca un prestito con interessi superiori al 3%. Uno spreco di risorse pubbliche, perciò confidiamo nei 4,4 milioni che la Regione ci deve e che sono soldi vincolati per gli Istituti zooprofilatt ici».

Michela Nicolussi Moro – Il Corriere del Veneto – 26 maggio 2015

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