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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Blue tongue. Il direttore generale Ferri (Ministero Salute): «E’ emergenza, Sardegna in ginocchio e zootecnia in sofferenza»
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    Blue tongue. Il direttore generale Ferri (Ministero Salute): «E’ emergenza, Sardegna in ginocchio e zootecnia in sofferenza»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche12 Novembre 2013Nessun commento3 Minuti di lettura
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    lingua blu “Il settore zootecnico è in sofferenza: la diffusione della lingua blu è decisamente più grave rispetto all’anno scorso. E a soffrire di più è la Sardegna”. E’ il quadro che emerge dalle parole di Gaetana Ferri, direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute, che spiega all’Adnkronos Salute: “Con 4.177 focolai registrati dal 1 gennaio a venerdì scorso, possiamo parlare di un’emergenza. E se il problema l’anno passato era limitato alla Sardegna, quest’anno la situazione è più grave: la malattia si è trasmessa al continente. Non è escluso che il contagio sia partito proprio dagli allevamenti sardi”. Non si tratta di un problema per la salute umana, ricorda l’esperta, ma di un duro colpo per la sanità veterinaria e gli allevatori.

    “Siamo passati dall’aviaria a questo”, riflette Ferri. La ‘mappa’ dei focolai parla chiaro. “In Sardegna sono concentrati circa 4 mila focolai, con tutte le province colpite. Poi abbiamo 80 focolai in Sicilia, 9 focolai in Toscana e 25 nel Lazio. In tutti i casi tranne uno il virus e’ il Btv1 (a Salerno c’e’ il Btv2)”. Proprio la ‘geografia’ dei focolai continentali, “che vede l’area piu’ colpita andare da Grosseto, Massa, Viterbo e Roma, ci ha spinti ad allertare anche la Liguria e il basso Lazio (Latina) sollecitandole fin dai primi di ottobre a intensificare la sorveglianza in tutta la fascia costiera. Le zone colpite nella Penisola sono quelle con grossi allevamenti ovini: i collegamenti tra i pastori e la movimentazione degli animali possono aver favorito la trasmissione di un patogeno che fino all’anno passato era, di fatto, rimasto ‘isolato’ in Sardegna”.

    Il problema e’ che “quest’anno la Regione non ha reagito positivamente, e forse anche il clima particolarmente mite non ha aiutato: ormai non c’e’ un periodo di assenza degli insetti vettori” che dia respiro agli allevamenti. “E’ un po’ come se fossimo divenuti una propaggine del Nordafrica: malattie un tempo esotiche” trovano in Italia terreno feritile. Non solo. Alcune circostanze si sono rivelate inattese alleate della blue tongue. “Nel 2000 c’e’ stata una grossa epidemia, che ha portato a una vaccinazione importante per due-tre anni, dopo di che’ le Regioni hanno allentato la guardia, abbandonando le vaccinazioni e le aziende non sono state allettate a mantenere la produzione. I pastori poi non si sono sentiti stimolati a vaccinare per via dello scampato pericolo”. Risultato? Si e’ lasciato spazio al virus.

    Il ministero segue attentamente la vicenda.

    “Il 4 ottobre scorso abbiamo emesso un provvedimento mirato, intensificando la sorveglianza in tutta la zona costiera e disponendo alcuni divieti di movimentazione dei capi. Sorveglianza e vaccinazioni sono misure fondamentali, e bisogna dire che quest’anno in Sardegna la vaccinazione non e’ stata utilizzata in modo massivo e organizzato”. La prova arriva dai numeri: “Sono stati vaccinati circa 250 mila capi, pochi rispetto al patrimonio della regione, che conta gia’ circa 28 mila ovini morti a causa della lingua blu”. Nel frattempo “abbiamo comunicato a Toscana e Lazio la disponibilita’ di circa 100 mila dosi di vaccino. Ora le stanno acquisendo”, aggiunge Ferri, precisando che in queste regioni ancora non sono partite le immunizzazioni. “Seguiamo attentamente l’evoluzione della situazione”, conclude.

    Adnkronos Salute – 12 novembre 2013 

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