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Contaminazione da Pfas. Ovest Vicentino: da dicembre al via i campionamenti di alimenti in aziende agricole e allevamenti

ovaioleDovrebbero partire da dicembre gli ormai “famosi” campionamenti sugli alimenti, di origine animale e vegetale, e gli allevamenti disposti dalla Regione, su parere dell’Iss, nei territori del Veronese e del Vicentino interessati dal fenomeno dell’inquinamento dell’acqua da sostanze perfluoroalchiliche. Ne dà notizia il Giornale di Vicenza che intervista, in proposito, il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 5, Adolfo Fiorio, e il responsabile del Sian, Franco Rebesan. Saranno coinvolte, continua l’articolo, le specie zootecniche e vegetali: allevamenti di galline ovaiole, in particolare a terra all’aperto; allevamenti bovini ovini e caprini; allevamenti di pesce estensivi; foraggi e produzioni da tubero e a foglia larga; animali da cortile alimentati prevalentemente con foraggi aziendali o selvaggina. Sarebbe interessante, aggiungiamo noi, sapere quale ruolo avranno in queste indagini i servizi veterinari dell’Ulss, competenti per gli alimenti di origine animale e la sanità animale. Visto che nell’articolo non sono neppure citati.

Ricordiamo che la Regione Veneto aveva approvato il piano di campionamento degli alimenti di produzione locale in cinque Ulss, le numero 5-6-17-20 e 21, con capofila la Ulss 6 di Vicenza, con la delibera 1570 pubblicata sul Bur del 12 settembre.

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INQUINAMENTO DA FLUORO. INDAGINI SUGLI ANIMALI

Il Giornale di Vicenza, 27 novembre 2014

Partiranno a dicembre i primi campionamenti su animali e alimenti. Sono predisposti in quattro Comuni dell’Ulss  5 sulla base di un programma di controlli definito dalla Regione Veneto con l’Istituto superiore di sanità. Avvengono nei territori vicentini e veronesi interessati dal fenomeno dell’inquinamento dell’acqua da sostanze perfluoro alchiliche, derivanti cioè dall’uso industriale del fluoro, rilevato a luglio dello scorso anno. Interessati nell’UIss 5 sono Alonte, Brendola, Lonigo e Sarego. Comuni nei quali, secondo le disposizioni di Regione e Istituto superiore di sanità, è previsto anche un bio monitoraggio sulle persone che, a campione, saranno sottoposte a un prelievo di sangue. Il Sian, Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione del l’Ulss 5, sta predisponendo la fase di indagine degli alimenti. Il bio monitoraggio, che coinvolgerà circa 150 cittadini, non partirà invece prima di gennaio.

 «Alcuni campionamenti potrebbero interessare le stesse famiglie delle aziende agricole o degli allevamenti coinvolti dall’indagine su animali e vegetali – spiega il direttore dello Spisal, Adolfo Fiorio -; tra i criteri di scelta dei cittadini da sottoporre al prelievo di sangue c’è la residenza da almeno due anni nelle zone interessate dalla presenza di perfluoro alchilici. Si tratterà di cittadini maggiorenni, dai quali dovremo avere il consenso per sottoporli all’esame. È prevista comunque una campagna di informazione, mirata anche ai soggetti individuati per il bio monitoraggio, che verranno contattati direttamente dall’UIss Ovest Vicentino. A loro sarà consegnato anche un questionario per verificare abitudini di vita e alimentari. Non sarà semplice condurre l’indagine, come indicato, entro la fine di marzo. Si tratta anche di organizzare l’ambulatorio per i prelievi e di disporre gli assistenti sanitari che dovranno occuparsene».

I campioni di sangue saranno inviati all’Istituto superiore di sanità a Roma per le analisi. Saranno invece l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e l’Arpav, in base alle competenze, a occuparsi dell’analisi degli alimenti. «In base i risultati dell’indagine sull’acqua nei pozzi privati, saranno individuate in questi quattro Comuni le fasce di territorio più esposte, ovvero quelle che presentano livelli di concentrazione di perfluoro alchilici più alti per l’indagine su vegetali e animali» spiega il dottor Franco Rebesan, responsabile Sian Ulss 5.

L’indagine si concluderà entro il 30 giugno 2015. Interessate le specie zootecniche e vegetali: allevamenti di galline ovaiole, in particolare a terra all’aperto; allevamenti bovini ovini e caprini; allevamenti di pesce estensivi; foraggi e produzioni da tubero e a foglia larga; animali da cortile alimentati prevalentemente con foraggi aziendali o selvaggina.

«Abbiamo individuato una cinquantina di aziende, tra agricole e allevamenti – concdude Rebesan -: grazie al monitoraggio su pozzi valuteremo quelle che hanno utilizzato acqua con la presenza di sostanze perfluoro alchiliche». Per alcune tipologie di vegetali si dovrà attendere la primavera, mentre i campionamenti degli animali dovranno essere concordati con gli allevatori. Sono stati monitorati ache diversi pozzi privati

28 novembre 2014 

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