Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»Grano, la misteriosa invasione di quello russo in Italia: in un anno import decuplicato
    Rassegna Stampa

    Grano, la misteriosa invasione di quello russo in Italia: in un anno import decuplicato

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati21 Febbraio 2024Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di Federico Fubini, il Corriere della Sera. E’ in corso da circa un anno una misteriosa, quanto improvvisa, invasione di grano russo in Italia: in particolare di frumento duro, quello che si consuma trasformato in pasta che poi arriva sulle tavole delle famiglie italiane. Di colpo l’afflusso di questo tipo di derrata dalla Russia è più che decuplicato – una crescita del 1.164% nell’ultimo anno – al punto da superare di netto dal luglio del 2023 anche il Canada, tradizionalmente principale fornitore estero dei produttori italiani di pasta. Negli ultimi sei mesi poi il ritmo degli arrivi è accelerato ulteriormente. Peraltro l’Italia resta l’unico Paese nell’Unione europea a registrare un aumento del genere, mentre quel tipo di prodotto è del tutto assente in altre economie consumatrici di grano duro quali Spagna, Belgio o Grecia.

    Le derrate russe non sono sotto sanzioni. 

    A differenza del petrolio, di gran parte dei prodotti in acciaio o dei diamanti, le derrate agricole russe non sono mai state messe sotto sanzioni dall’Unione europea. Dall’inizio l’esenzione è stata finalizzata ad evitare un aumento dei prezzi internazionali delle materie prime alimentari, che colpirebbe in primo luogo i più poveri nei Paesi in via di sviluppo. Dunque gli acquisti da parte di operatori italiani sono in sé legali, per quanto di solito in gran parte il grano duro russo fosse esportato verso economie a reddito medio-basso.

    L’aumento dell’import dalla Russia

    Eppure, per quanto legali, queste importazioni dalla Russia verso l’Italia per molti aspetti sono sorprendenti. E gettano una luce cruda sulle ambigue operazioni di Mosca, così come sulle scelte difficili che tutti i Paesi occidentali hanno davanti nel rapporto con il sistema produttivo del Paese di Vladimir Putin. I dati sono innegabili: sono elaborati dal Centro studi Divulga sulla base di statistiche Istat e della direzione generale Agricoltura della Commissione europea.

    Le triangolazioni con Turchia e Kazakistan

    L’ambiguità invece è, in gran parte, legata alle rotte commerciali. Esse infatti non sempre appaiono dirette: resta l’impressione che i prodotti della Federazione russa arrivino anche tramite triangolazioni, in modo da confondere le tracce della loro reale origine. Nel 2023 l’Italia ha importato direttamente dalla Russia 410 mila tonnellate di grano, contro quantitativi quasi inesistenti in tutti gli anni precedenti, anche prima della guerra. Esattamente allo stesso tempo si registra però anche un’impennata delle importazioni dalla Turchia, sempre a quota 410 mila tonnellate nel 2023, di nuovo da un Paese quasi del tutto assente dal mercato italiano negli anni precedenti. Addirittura, nella seconda metà del 2023 Russia e Turchia praticamente doppiano i volumi di fornitura del Canada, che era il primo fornitore estero dell’Italia da molti anni. Anomalo anche l’aumento della presenza sul mercato italiano delle spedizioni dal Kazakistan, che piazza 250 mila tonnellate nel 2023 quando, di nuovo, era irrilevante negli anni precedenti: anche in questo caso il rischio di triangolazioni con la Russia per coprire l’origine del prodotto è difficile da escludere.

    I rischi per l’Italia

    Tutto questo naturalmente pone il Paese, appunto, di fronte a scelte difficili. Perché è innegabile che le produzioni russe nell’immediato siano convenienti: costano poco – rispetto a quelle italiani o canadesi – e permettono ai trasformatori di essere competitivi e ridurre i prezzi ai consumatori, dopo la traumatica stagione dell’inflazione sui beni alimentari che ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti. Ma l’ingresso massiccio in Italia di grano russo, direttamente oppure coperto dietro triangolazioni con la Turchia o il Kazakhstan, finisce per finanziare l’economia di guerra di Vladimir Putin.

    Le manovre speculative

    C’è poi un secondo problema, dato che l’import di frumento da pasta in Italia copre poco meno di un terzo del fabbisogno totale. I produttori italiani che assicurano il restante 70% del mercato si trovano ora spiazzati, di fronte a una concorrenza a costi molto più bassi che li costringe a ridurre i margini per stare sul mercato. Il grano duro all’ingrosso quota oggi 385 euro a tonnellata, oltre il 30% più di quanto costasse prima che il razionamento del gas ad opera di Putin a metà del 2021 facesse esplodere i prezzi dei fertilizzanti e delle colture. Ma da luglio scorso il prezzo all’ingrosso è sceso del 7,6%, proprio per effetto della presenza sul mercato italiano di grano sottocosto da Est. Dice Nicola Musa, responsabile dei contratti di filiera di Consorzi d’Italia: «Pensiamo che queste entrate improvvise di grano russo e turco possano essere manovre speculative messe in piedi ad arte per deprezzare il prodotto italiano». Ma aggiunge il responsabile di Consorzi d’Italia: «Ci aspettiamo che nei prossimi mesi i prezzi all’origine del grano italiano tornino a salire, dato che storicamente ha sempre avuto standard di qualità superiori».

     

    Post Views: 586
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteBenessere animale. Commissione Ue promuove investimenti nei macelli mobili
    Precedente Zaia: «Io ho i giorni contati, sto lavorando per chi verrà dopo»
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Peste suina africana, salgono a nove i casi dalla fine di luglio. L’ultimo in un allevamento da ingrasso della provincia di Pavia

    6 Agosto 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.