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Il ministro Balduzzi alle celebrazioni dei 50 anni del Sivemp: «La veterinaria è un orgoglio per il Paese»

1a1a1_aaaaaa50_grasselli_balduzziConfronto all’hotel Forum di Roma sui temi sollevati dal segretario nazionale Grasselli: ruolo della veterinaria pubblica, criticità degli organici, formazione e specializzazione, revisione della spesa sanitaria, risorse e organizzazione della prevenzione, riordino degli Izs. Ripercorsi mezzo secolo di storia e di aggiornamento professionale costante. Sull’assetto dei dipartimenti di prevenzione impegno del ministro a un tavolo nazionale. «Il mondo della veterinaria è un legittimo orgoglio del Paese. Con una qualità che ci mette davanti a tanti nostri competitori europei e il nostro ruolo deve essere quello di consolidare queste isole di qualità». Con queste parole il ministro della Salute Renato Balduzzi ha salutato venerdì 25 maggio le celebrazioni per i 50 anni del Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica all’hotel Forum di Roma. Un libro racconta la storia del Sivemp.

E rivolto alla platea ha detto: «Io vi voglio con me». Una rassicurazione calorosa e inequivocabile che è arrivata in risposta all’intervento di Aldo Grasselli, segretario nazionale del Sivemp: «L’attività professionale del veterinario è cambiata in modo lento, costante e progressivo. È stata un’evoluzione sempre attenta ai mutamenti epocali e repentini della società e delle norme. Proprio per questo – ha scandito – non è giusto che la categoria sia trattata come di serie b».

Alla giornata hanno portato il saluto, tra gli altri, Gaetano Penocchio, presidente Fnovi; Amedeo Bianco, presidente Fnomceo; l’onorevole Rodolfo Viola e l’onorevole Gianni Mancuso, presidente Enpav; i direttori generali Gaetana Ferri e Silvio Borrello del ministero della Salute; Elvira Gentile dell’Aran; i segretari nazionali dei maggiori sindacati della dirigenza medica e sanitaria.

Il segretario Grasselli, nel suo intervento, ha rimarcato come, in un sistema complesso come il Ssn, i tagli lineari finiscano per essere inefficaci nei confronti delle aree di spreco ed abbiano invece un effetto deprimente sull’efficienza di molte aree virtuose. «La spesa sanitaria rappresenta il 70-80% del bilancio delle regioni – ha sottolineato Grasselli – mentre quella per la prevenzione non supera il 3,5%. Eppure la prevenzione è il miglior modo di controllo delle malattie e quindi dei corrispettivi e futuri costi di cura».
Quello di Balduzzi è stato un intervento a tutto campo che ha spaziato dalla revisione della spesa sanitaria alle risorse e organizzazione delle strutture di prevenzione, dalla sicurezza alimentare e il ruolo dei servizi veterinari al progetto di riordino degli istituti zooprofilattici.

1a1a1_aaaaaa50_grasselliIl ministro ha fornito chiarimenti sulla delicata situazione dei rapporti tra Governo e Regioni dopo l’abbandono della Conferenza Stato Regioni da parte dei presidenti. «Se per reperire risorse si pensasse di toccare i fondi vincolati per gli obiettivi di piano, che valgono circa 1,5 miliardi di euro, io non sono d’accordo», ha detto netto.

Entrando nel merito delle osservazioni di Grasselli ha aggiunto: «La revisione della spesa in ambito sanitario è iniziata già da alcuni anni e, complici anche i piani di rientro delle regioni in disavanzo, ha consentito di stabilizzare la spesa nonostante fattori negativi quale il progressivo invecchiamento della popolazione. Quest’impegno oggi deve intensificarsi e riqualificarsi. Fatto salvo, all’interno del sistema sanitario nazionale, lo stanziamento per la prevenzione, l’assistenza primaria e le malattie rare. Un “fondino” che non è un lusso ma qualcosa che permette al Ssn di esprimere la propria qualità».

Il segretario Sivemp ha poi parlato di una «diaspora del 30-40% dei veterinari pubblici nei prossimi anni. «Per rimpiazzarli – ha detto – dobbiamo formare i veterinari in modo diverso, anche attraverso l’istituzione, come per i medici, di borse di studio». Un’ipotesi di difficile attuazione, almeno a sentire quanto detto dal ministro Balduzzi, molto cauto nel prendere impegni in proposito. «Siamo in presenza di una deroga data rispetto ad una categoria precisa. Tutti gli altri laureati non hanno questo tipo di agevolazioni e percorso, estendere questa deroga mi sembra molto difficile, lo si potrebbe altrimenti poi richiedere per molte categorie».

Quanto all’organizzazione dei dipartimenti di prevenzione, sollevata dallo stesso Grasselli, Balduzzi ha dimostrato la disponibilità all’apertura di un tavolo tecnico nazionale di confronto. «L’assetto delle strutture di prevenzione non è omogeneo nelle diverse realtà regionali, pur in presenza di una normativa cogente nazionale di riferimento, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle regioni» ha osservato.
Riguardo la legge che prevede il riordino degli istituti zooprofilattici, il Ministro ha assicurato che «non vuole stravolgere l’attuale sistema, ma si pone piuttosto l’obiettivo di individuare regole che evitino dannosi ritardi e perdita di qualità del sistema». Sul tema della libera professione, poi, Balduzzi è stato lapidario: la legge funziona e non c’è motivo di modificare ciò che funziona.

Nell’elogiare la sanità pubblica veterinaria il Ministro ha confermato la necessità del l’impegno a risolvere problemi decennali quali la malattia vescicolare dei suini e la peste suina africana che hanno ripercussioni economiche importanti per vaste aree del paese.

Poi il convegno, muovendosi dagli appassionati appunti della memoria storica del past president Paolo Bolognesi, si è sviluppato in una serie di interessanti interventi , riflessioni di alto valore sociale e politico, che hanno rappresentato la vivacità professionale e sindacale dei veterinari pubblici. Così è emersa la storia del sindacato in parallelismo con quella del paese e del comparto zootecnico, ed è stato rimarcato il ruolo sociale ed economico della professione veterinaria. In più occasioni, ripercorrendo le stagioni di questi 50 anni, la commozione ha fatto capolino. La giornata si è conclusa con il festeggiamento di colleghi e collaboratori che hanno lavorato nel Sivemp nel corso degli anni.

Ora un nuovo importante appuntamento attende il Sivemp: il Congresso nazionale di ottobre in cui il sindacato traccerà le strategie future.

28 maggio 2012

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