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Chioggia. La pesca e la lavorazione della seppia: un manuale tra aspetti igienico-sanitari, grande mare e antichi mestieri

Manuale seppiailleggio 3Informazioni tecniche e normative aggiornatissime, ma anche la storia del mestiere della pesca e le antiche usanze marinare nel volume “Manuale di corretta prassi igienica della pesca e lavorazione della seppia nell’Alto Adriatico” curato da Patrizia Buratti e Luciano Boffo, del Dipartimento Sicurezza alimentare dell’Ulss 14 di Chioggia, appena uscito per la Leggio Libreria editrice di Sottomarina. Il manuale fornisce un panorama attuale di quanto oggi è conosciuto nel settore tecnologico e igienico-sanitario nel campo della produzione delle seppie, ma contemporaneamente offre una ricognizione storica su arti e mestieri dei pescatori dell’Alto Adriatico dai tempi della Serenissima ai giorni nostri. Una veste grafica gradevolissima, corredato di illustrazioni e disegni, nel volume ritroviamo le prassi igieniche da tenere a bordo durante le fasi di pesca e di sbarco.

Ma anche la descrizione dettagliata delle tecnologie di lavorazione associata ai relativi diagrammi di flusso e le norme nazionali e comunitarie che disciplinano la produzione primaria e post-primaria.

Ma il fascino di quest’opera sta nella varietà dei contenuti e la versatilità degli autori nell’affrontarli che fanno sì che questo manuale rappresenti soprattutto un tributo al “Grande Mare” e alla gente che da sempre popola le sue coste e vive delle sue risorse.

“Gli autori hanno raccolto in queste pagine tutto lo scibile sulla seppia come prodotto della pesca e come alimento per l’uomo – scrive nella presentazione il professor Valerio Giaccone, ordinario di ispezione degli alimenti di origine animale all’Università di Padova – spaziando dai metodi di cattura agli aspetti igienico-sanitari delle lavorazioni e al valore nutrizionale di questi cefalopodi”.

“Interessantissime – rileva ancora Giaccone – sono anche le parti “storiche” che, con fotografie e scritti ci portano indietro di decenni, in quei tempi in cui le produzioni ittiche in Veneto erano fatte con metodi molto più artigianali e semplici di oggi, ma con la stessa passione e la cura di chi mette amore nel proprio mestiere.”

Infatti con l’alternanza di foto a colori e in bianco e nero, gli splendidi acquarelli di Amos Loffreda, i racconti e i ricordi della “gente di mare” tradotti e parafrasati, gli autori realizzano una meticolosa ricostruzione delle imbarcazioni, degli attrezzi e dei sistemi impiegati per la pesca e la lavorazione delle seppie nei secoli scorsi.

 “Il volume può insegnare molto sia a chi vi cerca informazioni tecniche specifiche sulle seppie – sottolinea il docente – sia a coloro che sono, invece, dei semplici curiosi ed estimatori della conoscenza, in un settore dove da conoscere c’è ancora molto”.

La scheda.

Titolo: “Manuale di corretta prassi igienica della pesca e lavorazione della seppia nell’Alto Adriatico”

Autori: Patrizia Buratti e Luciano Boffo – Dipartimento Sicurezza Alimentare – Servizio Veterinario – Ulss 14

I disegni e gli acquarelli sono di Amos Loffreda (www.fotoepittura.it), le foto di Amos Loffreda e Patrizia Buratti

Il testo, distribuito da “Il Leggio Libreria Editrice s.a.s.”, è acquistabile c/o la libreria Il Leggio di viale Padova, 5 a Sottomarina (VE) e prenotabile visitando il sito www.leggioeditrice.it.

20 dicembre 2013

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