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Pensioni. Svalutazione montante contributivo per lavoratori che escono nel 2015. Boeri (Inps) chiede approfondimento

inps 1 infoTorna di attualità la possibilità di svalutare il montante contributivo per i lavoratori che escono nel 2015. La causa è il tasso di capitalizzazione negativo dei contributi determinato da cinque anni di andamento negativo del Pil.  I contributi versati all’Inps nel 2013 potrebbero pesare meno del loro valore effettivo. L’Istituto – secondo quanto si legge in una nota diffusa oggi da Adnkronos – starebbe valutando di applicare la norma contenuta nella riforma del 1995 che lega la determinazione del tasso di capitalizzazione per la rivalutazione dei contributi all’andamento del Pil nei 5 anni precedenti. Il problema si è posto perché nel quinquennio che ha preceduto il 2013 la variazione media del tasso calcolata dall’Istat è risultata negativa, ponendo per la prima volta da quando c’è la riforma non un problema di rivalutazione, ma di svalutazione o riduzione dell’importo.

Il meccanismo – Com’è noto in base al meccanismo di calcolo contributivo introdotto nel 1995 dalla riforma Dini, infatti, il montante contributivo viene annualmente rivalutato in base all’andamento della crescita nominale degli ultimi 5 anni. Per la prima volta dopo 18 anni, il parametro relativo al 2013 (pari a -0,1927%) è finito in territorio negativo e dunque, in teoria, per coloro che sono andati in pensione nel 2015 ci sarà un assegno più leggero.

La svalutazione del montante, riguarderebbe, pertanto, i contributi che devono essere valorizzati con il sistema contributivo e solo dai lavoratori che vanno in pensione nel corso del 2015 (e probabilmente negli anni successivi se il tasso di capitalizzazione non tornerà in territorio positivo). Nessun effetto per chi, invece, è già pensionato entro l’anno scorso: la riforma del 1995 ha previsto che nell’anno di cessazione la rivalutazione montante sia per legge pari ad 1 e quindi l’accumulo dei contributi versati nell’ultimo anno di lavoro, dato dalla somma dei contributi dei lavoratori lavoro, non subisce alcuna rivalutazione nè svalutazione.

L’indice negativo dovrebbe quindi applicarsi, nel 2015, sulle quote di contributi versati, cioè il cosiddetto montante, presenti sul conto assicurativo al 31 dicembre 2013. Per i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 1995, perdita sarà più contenuta, in quanto, nei loro confronti, il sistema di calcolo contributivo si applica pro rata solo dal 1° gennaio 2012. Invece coloro che erano nel sistema misto l’incidenza del calcolo sarà più intensa in quanto costoro si ritrovano la pensione calcolata in buona parte con il sistema contributivo.

La questione in un primo momento era stata risolta dal Presidente Tiziano Treu, autore della legge 335/95 in accordo con l’ex direttore dell’Inps Mauro Nori con la decisione di non procedere alla ‘rivalutazione-svalutazione’ per il 2013. Ma con l’arrivo del nuovo presidente Tito Boeri – sostiene l’Adn-Kronos – sarebbe tornata di attualità. Boeri infatti avrebbe riaperto la questione chiedendo formalmente un approfondimento della questione.

Pensioni Oggi – 29 marzo 2015 

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