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Politiche sanitarie, personale e servizi veterinari. Il Sivemp Veneto intervista i candidati alla presidenza della Regione

elezioni regionaliIl 31 maggio si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Veneto e i componenti del consiglio regionale. In lizza sei candidati alla carica di governatore sostenuti da 19 liste e 1.045 aspiranti a un seggio a Palazzo Ferro Fini. Il Sivemp Veneto ha rivolto a tutti i candidati alla presidenza della Regione alcune domande sulle politiche sanitarie regionali, l’organizzazione delle Asl e dei servizi di prevenzione, la sicurezza alimentare. Agli aspiranti governatori abbiamo chiesto le intenzioni, i programmi, le scelte strategiche. I nostri lettori potranno quindi valutare le loro risposte e le loro proposte in un settore cruciale come è quello della sanità che, ricordiamolo, assorbe circa l’80% del bilancio regionale. Il compito che il prossimo presidente del Veneto si troverà ad affrontare, peraltro, non è facile. Ad ogni manovra economica arrivano immancabili nuovi tagli al fondo sanitario.

Tagli che vengono sempre presentati come “ricette” salutari e indispensabili contro gli sprechi. Ma a chi opera in sanità è evidente che taglio dopo taglio il Servizio sanitario è sempre più in difficoltà. Che gli organici sono sottodimensionati, il personale demotivato, i Livelli essenziali di assistenza e i servizi a rischio, mentre si preannunciano nuovi ticket a carico dei cittadini. E gli sprechi restano. Come affronteranno i candidati la riduzione delle risorse? E davvero la riduzione delle Asl sarà la ricetta per risparmiare? Presentata come una soluzione salvifica da molti, caldeggiata nelle scorse settimane anche dal premier Matteo Renzi che ha puntato il dito in particolare sul Veneto, colpevole di avere troppe Asl e troppi manager, nella pratica come dovrà essere attuata? La dimensione ottimale delle Asl, che non può essere la stessa dappertutto, andrebbe commisurata alle esigenze dei diversi territori?

Quanto alla funzionalità dei servizi sanitari una domanda non poteva che riguardare le politiche del personale e in particolare il blocco del turnover che ha drasticamente ridotto in questi anni gli organici delle Asl. Mentre le politiche sanitarie sono parse sempre più indirizzate alla compressione economica e professionale del costo del personale che non alla qualità di servizi per i cittadini. Cosa potrebbe fare la Regione per superare il blocco imposto dal Governo?

La riforma costituzionale in discussione interviene sul titolo V e le competenze dello Stato e delle Regioni, assegnando al primo sulle norme generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la tutela e sicurezza del lavoro e alle seconde la competenza legislativa esclusiva nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali. Cosa ne pensano i candidati governatori che con le nuove norme dovranno confrontarsi?

Focus quindi sul tema della prevenzione, vera e propria Cenerentola della sanità. Per legge dovrebbe essere destinato ai servizi di prevenzione il 5% delle risorse del fondo sanitario. Ma invece essi finiscono per essere costantemente sotto finanziati, anche in Veneto. Come mai chi ci governa in genere non ne comprende l’importanza?

Naturalmente come sindacato dei veterinari pubblici abbiamo in particolar modo interrogato i candidati sulle loro intenzioni circa il ruolo e l’organizzazione dei servizi del Dipartimento di prevenzione. L’assetto dei Dipartimenti delle Asl ha subito in Veneto significative modifiche con l’adozione dei nuovi Atti aziendali. Ne è derivato un quadro a tratti disomogeneo tra le diverse aziende sanitarie che potrebbe tradursi in minore efficienza operativa, con servizi decapitati o accorpati senza una reale apparente motivazione.

E ancora, nonostante il ruolo importantissimo per la salute pubblica e per l’economia del Veneto, gli organici dei servizi veterinari sono costantemente sottodimensionati. I veterinari in servizio nelle Asl del Veneto sono oggi circa 350. Rappresentano quindi il 6% del totale nazionale dei veterinari pubblici, mentre, di contro, effettuano oltre il 16% dei controlli del piano nazionale residui. Cosa intendono fare i candidati per salvaguardarne l’operatività e valorizzare il ruolo di “igienista degli alimenti” del veterinario ufficiale che, proprio in Veneto, è stato recentemente messo in discussione?

Infine abbiamo chiesto agli aspiranti governatori le loro proposte anche in tema di valorizzazione delle attività di tutela, controllo e prevenzione del Ssr. I governi nazionali e regionali, infatti, sono sempre stati prontissimi ad esaltare il ruolo delle forze dell’ordine nei controlli, con il risultato che spesso i consumatori ignorano il ruolo e l’importanza dei controlli sanitari sugli alimenti svolti dai servizi veterinari. Quali le proposte al riguardo?

I candidati alla presidenza del Veneto sono Jacopo Berti (M5S), Laura Di Lucia Coletti (L’Altroveneto), Alessandra Moretti (Pd e centrosinistra), Alessio Morosin (Indipendenza Veneta), Flavio Tosi (Area popolare e civiche di centro), Luca Zaia (Lega, Fi, Fli).

A tutti i candidati sono state rivolte le stesse domande. Ringraziamo quanti hanno voluto risponderci. Pubblicheremo le interviste nell’ordine in cui le abbiamo ricevute.

14 maggio 2015 – Le interviste del Sivemp. Moretti: «Modelli organizzativi dei servizi veterinari e piano assunzioni nei primi 100 giorni»

15 maggio 2015 – Le interviste del Sivemp. Flavio Tosi: «La Regione può superare il blocco del turnover imposto dal Governo»

A cura del Sivemp Veneto – 14 maggio 2015 

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