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Promozione della salute pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare tra gli obiettivi del ministero della Salute per il 2013

1a1a1_0a01img_ministerosalutePrevenzione e comunicazione; rilancio della ricerca sanitaria; politiche sanitarie internazionali; promozione della qualità dell’assistenza sanitaria; dispositivi medici; promozione della salute pubblica veterinaria e della sicurezza degli alimenti; politiche per l’efficienza gestionale. Sono queste le aree di azione scelte dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, per la costruzione degli obiettivi strategici per il 2013. Ma, sottolinea il ministro nel documento contenente gli Atti di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2013, tenendo conto del “permanere della difficile situazione della finanza pubblica, che impone la rigorosa necessità di ottimizzazione della spesa del bilancio statale”. Al punto 6 (leggi di seguito) la promozione della salute pubblica veterinaria e la sicurezza degli alimenti.

Le priorità andranno raggiounte attraverso il perseguimento degli obiettivi del risanamento strutturale, del consolidamento dei conti pubblici e della creazione delle condizioni per una crescita economica. Molto, ricorda Balduzzi, è già stato fatto nel 2012, ed è “sulla base di tali premesse che, anche per il 2013, l’azione del Ministero dovrà essere rivolta al perseguimento degli obiettivi di consolidamento dell’economicità della governance del sistema sanitario e di affermazione su tutto il territorio nazionale dei principi di efficienza e appropriatezza in ambito di prevenzione, diagnosi e cura, ricerca, salute pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, nonché degli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure amministrative e ottimizzazione della produttività e dell’efficienza dell’amministrazione”.

Ecco alcune delle strategie che Balduzzi intende avviare nel 2013 per ciascuna area di intervento.
1. PREVENZIONE E COMUNICAZIONE
Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili favorendo l’adozione di stili di vita attivi e responsabili per affrontare in maniera globale i principali fattori di rischio modificabili.
Proseguiranno gli interventi a tutela della salute umana in tutte le età della vita, attraverso interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria e secondo un approccio unitario al controllo dei fattori di rischio, anche ambientali, in particolare nei luoghi di vita e di lavoro, alla medicina predittiva, ai programmi pubblici di screening e alla prevenzione delle recidive e delle complicanze di malattia, in linea con le previsioni del Piano nazionale di prevenzione.
Un miglioramento sarà necessario, soprattutto in termini di efficienza e tempestività, nell’ambito della prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive e delle attività vaccinali, considerato l’aumento dei comportamenti a rischio nonché la frequenza degli spostamenti di persone e di merci.

2. RILANCIO DELLA RICERCA SANITARIA
L’assioma è che “la buona assistenza richiede innovazione e quindi ricerca”. La ricerca dovrà quindi essere vista non come elemento di spesa, ma di sviluppo. Concetto finora non percepito perché, spiega il ministro nel documento, “nel passato i finanziamenti della ricerca servivano al mantenimento delle strutture e non per selezionare i migliori ricercatori, pertanto erano assenti elementi meritocratici comuni in altre società come quella anglosassone”.
La ricerca del ministero della Salute dovrà produrre risultati trasferibili all’attività clinica, con azioni quindi di integrazione tra l’attività di ricerca e la pratica clinica. Serve poi una migliore strategia dei finanziamenti erogati da Stato, Regioni, Università e Imprese, spesso attraverso procedure diverse in base a regole non omogenee.
Per Balduzzi occorre snellire le procedure burocratiche, coordinare degli interventi e concentrare degli investimenti. Pertanto, nel 2013 il Ministero dovrà riqualificare la spesa destinata alla ricerca sanitaria, non solo attraverso l’uso razionale delle risorse assegnate, ma soprattutto incrementando la qualità della ricerca sanitaria italiana e garantendo la selezione dei migliori progetti di ricerca presentati.
Per facilitare il trasferimento delle idee nell’attività produttiva si punterà anche alla compartecipazione di aziende private.

3. POLITICHE SANITARIE INTERNAZIONALI
Si dovrà procedere nel corso del 2013 al recepimento della Direttiva 24/2011/UE (Applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera), per la cui
attuazione risulta necessario, innanzitutto, la creazione del Punto di Contatto nazionale.
Il Ministero dovrà creare una struttura a livello centrale che si relazioni, anche attraverso sistemi informatizzati, a banche dati, a Punti di Contatto regionali o di altre Istituzioni coinvolte, collegati a loro volta con tutto il territorio per le relative informazioni (ad es. ASL, ospedali, etc.).
Considerato, inoltre, che la Direttiva in esame dà la possibilità agli Stati Membri di far valere le loro eccellenze sanitarie in ambito comunitario, l’obiettivo a cui il Ministero deve tendere è attirare i pazienti stranieri a farsi curare sul territorio nazionale (ritorno economico) e far guadagnare al Paese una posizione di spicco in ambito sanitario a livello europeo (ritorno di immagine e di investimenti stranieri).
Anche nel corso del 2013, dovrà garantirsi una costante ed attiva partecipazione, sul piano politico e tecnico, alla fase ascendente del diritto comunitario, rafforzando il ruolo di coordinamento della Direzione Generale Rapporti Europei e Internazionali, anche ai fini della partecipazione alla stesura dei piani pluriennali ed alle iniziative collaborative da questi previste (calls, joint actions, joint initiatives), assumendone, quando possibile e compatibilmente con le risorse disponibili, la guida.
Si darà inoltre esecuzione, in collaborazione con l’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS, allo sviluppo del Progetto “Public Health Aspects of Migration in Europe”, che è diretto alla tutela della salute delle popolazioni migranti.

4. PROMOZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ASSISTENZA SANITARIA
Costi e fabbisogni standard nel settore sanitario
Le azioni da implementare nel 2013 sono pensati ai fini attuativi del nuovo Patto per la salute, attualmente all’esame della conferenza Stato-Regioni, e dovranno riguardare la definizione di nuovi indicatori e di strumenti innovativi per l’ottimizzazione in termini di costo/beneficio delle prestazioni sanitarie quali:
a) individuazione di criteri di pesatura della popolazione residente, ai fini della determinazione del fabbisogno regionale standard, strutturati anche sull’indice di prevalenza delle malattie;
b) individuazione di indicatori di “outcome” (esiti di cura delle malattie), al fine di effettuare confronti tra le diverse regioni ed all’interno di una stessa regione;
c) individuazione di un ulteriore macro-livello di assistenza nella ripartizione del fabbisogno sanitario che sia strettamente legato all’emergenza-urgenza, da inserire tra le offerte di assistenza distrettuale e di assistenza ospedaliera;
e) elaborazione di strumenti utili a consentire un miglioramento da parte delle regioni del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Regionale tra le varie aziende sanitarie regionali.
Riorganizzazione dell’assistenza primaria e ospedaliera
Tra gli strumenti per realizzare la continuità delle cure e l’integrazione tra i servizi ed i professionisti, si possono individuare: percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per specifiche patologie, reti cliniche integrate per la gestione della cronicità, modalità finalizzate ad evitare il ricovero ospedaliero (AD ed ADI), strutture sanitarie residenziali per l’erogazione delle “cure intermedie”, reti informatiche e di telemedicina per realizzare efficienti modalità di comunicazione fra servizi e operatori.
La riorganizzazione dell’assistenza territoriale per poter garantire la continuità delle cure durante le 24 ore e per 7 giorni alla settimana deve, inoltre, prevedere l’individuazione di modelli organizzativi assistenziali, diversificati ed adattabili ai diversi contesti territoriali, per evitare il ricorso eccessivo ed improprio, sia diretto che telefonico, ai servizi di emergenza-urgenza. A tal fine, può risultare utile l’integrazione del servizio di Continuità Assistenziale (CA) con il Sistema territoriale di Emergenza 118, che consentirebbe di intercettare preventivamente, laddove possibile, i codici bianchi e verdi.
Un curriculum uniforme per la medicina generale
In questo quadro diviene strategico rimodulare la docenza svolta dal personale dipendente dalle Aziende Sanitarie: difatti, tale personale costituisce la parte caratterizzante e professionalizzante nella formazione delle professioni sanitarie e nelle specializzazioni post lauream dei medici e degli altri dirigenti sanitari. Inoltre, in considerazione degli obblighi derivanti dall’adesione dell’Italia all’Unione europea, occorre individuare, per il corso di formazione in medicina generale, un curriculum uniforme nazionale, al fine di garantire l’acquisizione al termine del corso triennale, di competenze, conoscenze ed abilità uniformi.
Intramoenia
Si avverte l’esigenza di porre in essere politiche condivise di monitoraggio dell’attività intramuraria, avvalendosi a tal fine dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e dell’Osservatorio nazionale sull’attività libero – professionale.
Qualità dei servizi sanitari e umanizzazione delle cure
L’azione dell’Amministrazione dovrà incentrarsi sulla definizione di nuovi criteri di efficienza, appropriatezza e qualità degli interventi sanitari. Uno degli strumenti per farlo dovrà essere la diffusione su tutto il territorio nazionale della prescrizione elettronica, nonché il potenziamento di sistemi informativi per la riduzione delle liste di attesa, anche attraverso centri unici di prenotazione on-line per l’accesso al Servizio sanitario nazionale.
Gli ospedali dovranno operare in grandi reti, avvalendosi di tecnologie e professionalità sempre più elevate e impiegando metodiche di “dematerializzazione” nella trasmissione e archiviazione delle informazioni, con capacità di risposta alla pluralità di richieste del paziente.
Infine, occorre elaborare e definire processi di valutazione sia da parte degli utenti che degli operatori sui singoli obiettivi di umanizzazione.
Online gli esiti delle performance delle strutture
Il Ministero, in collaborazione con l’Agenas e le Regioni, svilupperà un programma di comunicazione, attraverso la realizzazione di un portale web dedicato, inizialmente focalizzato sull’assistenza ospedaliera, contenente informazioni descrittive dettagliate dell’offerta di servizi di ciascun ospedale e valutazioni sulla qualità delle cure erogate in termini di esiti, presentate in forme e linguaggi adatti alla comunicazione orientata ai cittadini.

5. DISPOSITIVI MEDICI
In continuità con l’anno 2012, nell’ambito delle attività rivolte alla razionalizzazione della spesa sanitaria, dovrà proseguire e rafforzarsi l’attenzione al governo del settore dei dispositivi medici.
A questo proposito, è necessario costruire un processo capace di creare modelli e diffondere le migliori pratiche già presenti nel Paese, spesso già attivate dalle singole Regioni o aziende sanitarie.
Il Ministero della salute produrrà la sintesi delle migliori prassi. I giudizi e le analisi di carattere economico, abbinati alle valutazioni di efficacia e appropriatezza cliniche, consentiranno di valorizzare la diffusione nel Servizio sanitario nazionale di dispositivi medici con migliore rapporto costo/efficacia.
Non meno importante è l’obiettivo di potenziare e favorire la ricerca e la sperimentazione clinica sui dispositivi medici e i dispositivi medici impiantabili attivi.
Al fine di razionalizzare la spesa sanitaria, bisognerà, inoltre, proseguire le attività anche nel settore relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVD). Il Ministero della salute è impegnato in questo specifico settore con la predisposizione di una nuova banca dati (estensione banca dati dispositivi medici agli IVD), che possa garantire la disponibilità di un efficace strumento per i compiti di sorveglianza del mercato e di un’attenta vigilanza finalizzata alla tutela della salute. Le attività che verranno intraprese per gli IVD saranno condivise con le Regioni, con le aziende sanitarie e con tutti i livelli istituzionali interessati al fine di raggiungere gli obiettivi.

6. PROMOZIONE DELLA SALUTE PUBBLICA VETERINARIA E SICUREZZA DEGLI ALIMENTI
Sicurezza degli alimenti
Focus sull’igiene delle carni rosse e di pollame, e sul monitoraggio sui prodotti di origine non animale.
Altro punto di attenzione verrà riservato alle campagne di informazione sulla qualità degli alimenti, per favorire una vendita responsabile dei prodotti venduti nei fast food e nella distribuzione automatica. Particolare rilievo dovrà essere dato al miglioramento della qualità nutrizionale degli alimenti destinati alla prima infanzia, ai bambini e ai soggetti fragili (anziani, ospedalizzati, ecc.)
Sanità pubblica veterinaria
In particolare, per uniformare gli interventi nel territorio sulle malattie a forte impatto sulle economie nazionali ed extra nazionali, sarà necessario attuare i Piani di sorveglianza ed eradicazione nonché i Piani di emergenza con i relativi manuali operativi conformi alle norme comunitarie ed internazionali per quindi integrare detti manuali con le prescrizioni inerenti la tutela del benessere degli animali che devono eventualmente essere abbattuti nei focolai.
Nelle medesime aree verrà incrementata la verifica dell’attuazione dei controlli ufficiali in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria nell’ambito delle valutazioni effettuate dal Comitato LEA e, in caso di gravi inefficienze, si provvederà, come già fatto in precedenza, a richiedere di sanare la situazione nell’ambito delle procedure previste per i Piani di Rientro.
In materia di benessere animale dovrà migliorare il controllo nel settore degli animali da reddito attraverso l’informatizzazione del sistema di rendicontazione, in conformità con il piano nazionale sul benessere animale, nonché occorrerà adoperarsi per una puntuale applicazione delle apposite intese già stipulate con le forze dell’ordine in materia di controlli sul benessere degli animali durante il trasporto degli stessi.
Dovranno essere potenziati i controlli sui canili e le verifiche delle segnalazioni in merito ai maltrattamenti sugli animali, in collaborazione con il Comando carabinieri per la tutela della salute (NAS). Proseguirà l’attività di informazione degli operatori del settore e dei cittadini sulla corretta relazione uomo-animale, sulle norme vigenti e sui metodi di prevenzione dei rischi per la salute e l’incolumità pubblica nonché l’attività di promozione degli interventi assistiti con gli animali in sinergia con il Centro di Referenza Nazionale.
Nel settore del farmaco veterinario dovrà realizzarsi un maggiore controllo nelle diverse fasi della circolazione del medicinale veterinario al fine di assicurare un efficace sistema di farmacosorveglianza, nonché la predisposizione di Linee di indirizzo sull’utilizzo di dispositivi medici in medicina veterinaria e l’individuazione dei presidi maggiormente usati, al fine di una migliore informazione agli operatori del settore. Si provvederà allo sviluppo di Linee guida su prodotti cosmetici utilizzati sugli animali, nonché a concorrere al processo di revisione della normativa comunitaria in materia di medicinali veterinari. Infine, dovrà proseguire il controllo delle attività di produzione dei medicinali veterinari con l’obiettivo di rispettare il programma annuale delle ispezioni. A tale attività si affiancherà la verifica, tramite ispezioni mirate e di routine, dei sistemi di farmacovigilanza dei titolari di AIC (Autorizzazione Immissione in Commercio).
Valutazione del rischio della catena alimentare
A dieci anni di distanza dalla nascita dell’EFSA, appare di fondamentale importanza potenziare l’attività di collaborazione con l’Autorità europea e integrare i rispettivi sistemi di valutazione del rischio.

7. POLITICHE PER L’EFFICIENZA GESTIONALE
L’amministrazione dovrà prevedere una nuova organizzazione del Ministero che, pur concentrando le attività in un numero inferiore di strutture dirigenziali, dovrà garantire i livelli di servizio resi all’utenza.
L’amministrazione dovrà definire iniziative di centralizzazione degli acquisti di beni e servizi oltreché piani di razionalizzazione degli spazi degli immobili gestiti dal Ministero.
L’amministrazione dovrà proseguire, inoltre, lo sviluppo e l’integrazione di sistemi adeguati e virtuosi di misurazione e valutazione della performance, sia organizzativa sia individuale, per monitorare le attività e, quindi, predisporre piani per il miglioramento dei servizi erogati e per l’uso ottimale delle risorse.
Per quanto attiene alla promozione e diffusione della cultura della trasparenza ed integrità, occorrerà dare piena attuazione al “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, integrandolo e migliorandolo così da garantire agli stakeholder esterni la massima accessibilità alle informazioni, prevedendo iniziative in tema di trasparenza anche per gli stakeholder interni, protagonisti dell’azione amministrativa, per i quali si dovrà inoltre definire un “codice etico” per sostenere i principi dell’integrità nella prassi amministrativa.
In attuazione del “Codice dell’amministrazione digitale”, l’amministrazione dovrà facilitare la fruizione dei servizi resi a cittadini, imprese e professionisti del settore, anche attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in modo da garantire la massima semplicità nella partecipazione al procedimento amministrativo, nel rispetto del diritto di accesso agli atti.
L’amministrazione, infine, dovrà procedere a realizzare iniziative di formazione informazione tese allo sviluppo delle conoscenze per la semplificazione delle procedure e per la diffusione della cultura del risparmio, così da trasformare l’attuale situazione di crisi economica in un’opportunità di crescita professionale ed organizzativa.

quotidianosanita.it – 5 ottobre 2012

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