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Sulle tredicesime stretta in base al reddito. Pacchetto pubblico impiego in definizione, lunedì il Cdm dei tagli

1a1a1_11aaaaatreducesumeCirca un miliardo dalla sanità, altri risparmi dai piani specifici preparati dai vari ministeri, più una riorganizzazione dell’assetto territoriale dello Stato che prevede il sostanziale dimezzamento delle province invece della loro cancellazione. A meno di una settimana dall’approvazione del decreto che deve scongiurare l’incremento dell’Iva ha ormai capitoli ben delineati, ma contenuti ancora abbastanza fluidi. Il Consiglio dei ministri potrebbe svolgersi anche lunedì sera, subito dopo il confronto finale con parti sociali ed enti locali. Particolarmente aperto è il pacchetto che riguarda i pubblici dipendenti: il menu comprende misure di impatto molto variabile, dalla riduzione delle piante organiche alla mobilità per gli ultrasessantenni, fimo al taglio del buono pasto e delle tredicesime e ad un ridimensionamento dei distacchi sindacali.

Quanto alle nuove misure – quelle che vedranno la luce la prossima settimana- il ricorso alla messa in mobilità per gli statali, già possibile da tempo ma finora rimasto inattuato, potrebbe essere concretizzato o con riferimento alle piante organiche (sarebbe la soluzione più morbida) o sugli ultrasessantenni. L’importo del buono pasto scenderebbe per tutti alla soglia dei 5,29 euro. E sullo sfondo c’è il taglio delle tredicesime che potrebbe essere attuato in maniera progressiva e crescente in base al reddito.

Ieri intanto il governo è stato battuto due volte in commissione alla Camera, sull’altro decreto legge, quello che avvia la revisione della spesa e nomina commissario Enrico Bondi.

Sanità. E stato uno dei temi toccati nell’incontro di ieri tra il premier Monti e i rappresentanti delle Regioni. Obiettivo del governo è mettere insieme almeno un miliardo tra interventi sui farmaci e razionalizzazioni degli acquisti delle Asl. I governatori, che non si sono ancora visti assegnare il Fondo sanitario per il 2012, chiedono almeno di poter decidere autonomamente i risparmi. Su questo hanno ricevuto un’assicurazione dallo stesso presidente del Consiglio, che si è impegnato ad evitare tagli lineari. La sanità sarà oggetto di uno dei tre tavoli tecnici che dovranno cercare- in pochi giorni – soluzioni condivise. Gli altri due riguardano il trasporto pubblico locale e il riassetto delle Province.

Province. Nel processo di spending review si innesta il riassetto della struttura istituzionale. Il governo è ormai convinto di procedere a drastica riduzione delle Province, piuttosto che cancellarle come previsto dal decreto salva-Italia dello scorso dicembre. Verrebbero salvati almeno in parte gli enti delle Regioni a statuto speciale, mentre per le grandi città verrebbero istituite le aree metropolitane. Il numero degli enti da sopprimere in questo accorpamento potrebbe arrivare a 42. Contemporaneamente andrebbe avanti l’unione dei piccoli Comuni con meno di 1.000 abitanti, a partire dalla condivisione dei principali servizi. Pubblico impiego. La carne al fuoco è molta, ma le decisioni finali non sono state ancora prese. Ieri il sottosegretario all’Economia Polillo ha confermato ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che sarà pubblicato nelle prossime ore il decreto approvato lo scorso 15 giugno in materia di cessioni di società pubbliche, accorpamenti di agenzie fiscali e riduzione degli uffici periferici del ministero e delle stesse agenzie.

Quanto alle nuove misure – quelle che vedranno la luce la prossima settimana- il ricorso alla messa in mobilità per gli statali, già possibile da tempo ma finora rimasto inattuato, potrebbe essere concretizzato o con riferimento alle piante organiche (sarebbe la soluzione più morbida) o sugli ultrasessantenni. L’importo del buono pasto scenderebbe per tutti alla soglia dei 5,29 euro. E sullo sfondo c’è il taglio delle tredicesime che potrebbe essere attuato in maniera progressiva e crescente in base al reddito.

Governo battuto. Nonostante il parere negativo dell’esecutivo sono stati approvati alla Camera (commissioni Bilancio e Affari costituzionali riunite) due emendamenti votati da Pdl e Udc: il primo prevede l’esclusione di Poste e Fs dal campo di azione del commissario Bon-di, il secondo – rispetto alla norma sulle gare che impone l’apertura pubblica delle buste, fa salve le procedure che si sono già svolte prima del 9 maggio, data di pubblicazione del decreto.

Il Messaggero – 27 giugno 2012

Sanità, Province e statali: lunedì i tagli. L’accelerazione: iI 2 luglio confronto con le parti sociali. Nel pomeriggio il via libera al provvedimento

Incassati ieri i due primi voti di fiducia, e in attesa del via libera definitivo della Camera alla riforma del mercato del lavoro, atteso oggi, il governo accelera sulla spending review, con la quale si prefigge di risparmiare tra i 6 e i 7 miliardi entro fine anno ed evitare l’aumento dell’Iva. Domenica pomeriggio i ministri potrebbero essere convocati dal presidente del Consiglio, Mario Monti, per mettere a punto gli ultimi dettagli. Lunedì mattina è previsto l’incontro tra il governo, le imprese e i sindacati e, a seguire, quello con le Regioni e gli enti locali. Poi, nel pomeriggio del 2 luglio, il Consiglio dei ministri con il varo del primo pacchetto di tagli e riqualificazione della spesa pubblica. L’asse portante della spending review, in questa fase, sarà il piano messo a punto dal commissario Enrico Bondi sui risparmi nell’acquisto di beni e servizi. Per quel che riguarda la sanità, i suggerimenti di Bondi dovrebbero confluire in un unico decreto insieme alle altre misure messe a punto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi. Oltre ai tagli sugli acquisti dei beni (si farà riferimento al prezzo medio, e le MI potranno anche disdire i contratti di fornitura troppo onerosi), e dei servizi (con una riduzione del 3,7% della spesa a partire da luglio) il pacchetto sanità si annuncia molto corposo. Prevede una diversa ripartizione della spesa farmaceutica (quella territoriale scende dal 13,3 all’11,3% della spesa sanitaria, quella ospedaliera sale dal 2,4 al 3,4%), conferma l’onere di ripiano degli sforamenti a carico delle aziende farmaceutiche (il 35%, con il 65% che resterà a carico delle Regioni) e stabilisce una riduzione della spesa sia per le prestazioni assicurate dalle strutture accreditate (-2% rispetto al 2011). Nel decreto ci sarebbero anche le norme sulla responsabilità civile dei medici, quelle sul confezionamento «anti-spreco» dei farmaci ed il nuovo regime della professione intramoenia dei medici. La proroga del regime attuale, che scade il 30 giugno, dovrebbe invece arrivare da un mini Consiglio dei ministri giovedì prossimo, che potrebbe essere convocato anche per approvare il rendiconto di bilancio 2011, dopo il via libera di ieri all’assestamento 2012. Lunedì prossimo, insieme alle misure sulla sanità e agli acquisti dello Stato, sono attesi anche i tagli affidati ai singoli ministeri, come l’accorpamento delle Province, e le misure sul pubblico impiego del ministro Filippo Patroni Griffi, con la riduzione delle piante organiche attraverso la messa in «disponibilità». Una sorta di cassa integrazione al-1’80% dello stipendio per due anni, al termine dei quali può scattare il licenziamento. «Lo strumento esiste e va usato» ha detto ieri il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, che ha anche insistito sulla necessità che si lavori una settimana di più, altrimenti «questo livello salariale medio è insostenibile». Il titolare della Funzione pubblica ricorda che «la spending review non può consistere solo in tagli, ma deve puntare alla riorganizzazione del servizio e all’eliminazione degli sprechi». Ieri alla Camera, in un clima molto teso, il governo è stato battuto un paio di volte proprio sul decreto legge che attribuisce a Bondi i poteri di commissario sulla spending review. Due emendamenti sui quali il governo aveva espresso parere contrario sono passati ugualmente con i voti favorevoli del Pdl e dell’Udc e con l’astensione del Pd. Una delle norme sulle quali il governo è stato battuto prevede l’esclusione di Fs e Poste dalle società oggetto della revisione della spesa, l’altra stabilisce criteri meno rigidi per l’apertura delle buste con le offerte nel caso delle gare d’appalto.

Corriere della Sera – 27 giugno 2012

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