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PRIMO PIANO
«Non bastano 2 mld per le pensioni». Martedì ultimo incontro con il governo. I sindacati alzano le richieste
Domenica 25 Settembre 2016 13:25 PDF Stampa E-mail

pensipaeI sindacati, a questo punto, si aspettano delle cifre sul pacchetto pensioni. Chiedono cioè che il governo, all’indomani dell’aggiornamento al Def, si presenti martedì all’ultimo incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil con tanto di numeri sulle risorse disponibili, le misure possibili, le platee beneficiate. Senza uno schema nero su bianco, non solo si allontana la già remota possibilità di un’intesa da siglare. Ma si prefigura una conclusione fredda della piccola stagione concertativa inaugurata nel mese di maggio dal governo sul tema previdenziale. Da sigillare al più con un verbale che registri anodino le posizioni in campo. E stop. Ancora molte le questioni aperte. E tuttavia se alla fine i due miliardi sin qui ventilati da Palazzo Chigi fossero confermati (un miliardo per i pensionandi e l’altro per i pensionati) e alcune misure, ritenute essenziali, fossero portate a casa, il bicchiere sarebbe mezzo pieno.

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ALTRE NOTIZIE
West Nile in Veneto. Dati della sorveglianza entomologica e negli equidi. La situazione epidemiologica al 23 settembre
Domenica 25 Settembre 2016 13:12 PDF Stampa E-mail

cavallo wndA partire dal mese di luglio 2016, sul territorio definito a rischio di introduzione per West Nile virus ai sensi del Piano di sorveglianza della Regione Veneto, i Servizi Veterinari delle Ulss hanno attivato i controlli sierologici sugli equidi stanziali. Dal mese di maggio sono invece state attivate 50 trappole per la sorveglianza entomologica. Al 23 settembre 2016, sono state confermate le positività per West Nile virus (Lineage 2) in 19 pool di Culex pipiens catturate a partire dalla seconda metà di luglio in 10 siti della provincia di Verona (Erbè, Casaleone, Nogarole Rocca, Minerbe), Rovigo (Ceneselli, Ficarolo, Badia Polesine e Villanova Ghebbo) e Vicenza (Grisignano di Zocco e Pojana Maggiore). Altri pool risultati postivi all’IzsVe, provenienti dai comuni di Nogarole Rocca (VR), Villanova Ghebbo, Ceneselli e Papozze (RO) sono in fase di conferma presso il Centro di referenza nazionale per le malattie Esotiche (Cesme– IZS di Teramo).

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Riordino delle Ulss, mediazione tra Lega e opposizione. C'è l'ipotesi 7+2 a tempo. Si tratta per la decima azienda
Venerdì 23 Settembre 2016 10:50 PDF Stampa E-mail

consiglio lavoriNove Ulss adesso. Più altre due, o forse una sola. Ma tra un po’. È su questa ipotesi che la maggioranza verde-azzurra che governa la Regione Veneto e l’opposizione che va dal Pd ai tosiani al M5s sta cercando un’intesa per sbloccare la riforma sanitaria, impantanata nonostante il "canguro" che ha sì fatto piazza pulita delle centinaia di emendamenti della minoranza, ma ha anche inasprito i rapporti istituzionali tra le parti. Un risultato, però, la manovra della "tagliola" giocata martedì scorso dalla giunta e la forzatura del presidente Roberto Gambetti di cestinare le proposte dell'opposizione, senza contare l'intervento ad alzo zero di Cgil, Cisl e Uil ("Basta parlare di numero delle Ulss, si aprano gli stati generali della sanità") l'hanno sortito: la trattativa è partita. Così com'era successo nei mesi scorsi per l'Azienda Zero, adesso si cerca un'intesa sul numero delle Ulss. La Lega aveva detto che dovevano essere 9 e solo 9? In un prossimo futuro potrebbero diventare 10 o 11.

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Giunta regionale e sindaci danno le pagelle ai Dg delle Ulss. Padova è il fanalino di coda, Venezia e Belluno regine
Giovedì 22 Settembre 2016 11:19 PDF Stampa E-mail

logo venetodi Filippo Tosatto. Bocciate sonoramente le Ulss di Padova, Vicenza e Legnago. Promosse a pieni voti la Veneziana e Belluno. Bene Pieve di Soligo e Feltre, discreta Treviso. Nella riunione mattutina, la Giunta regionale ha approvato le valutazioni annuali sugli obiettivi indicati ai direttori generali per il 2015. L'esito conclusivo scaturisce dai punteggi assegnati, in quote percentuali diverse, dall'esecutivo presieduto da Luca Zaia (75%), dalle conferenze dei sindaci veneti (20%) e dalla commissione sanità del Consiglio regionale (5%). Con quali criteri? Il modello adottato comprende un centinaio di indicatori ma quelli determinanti si riassumono in tre voci: il rispetto dei vincoli di bilancio, l'erogazione puntuale dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) e la riduzione delle liste d'attesa. Altrettante note dolenti per la città del Santo, per il capoluogo berico e per l'unità veronese. 

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Blue tongue, Zanoni: «Non si può più aspettare, la Regione deve fornire subito i vaccini per fronteggiare l'epidemia»
Giovedì 22 Settembre 2016 12:43 PDF Stampa E-mail

blue tongue22sett“Ventidue casi accertati di Blue tongue in venti giorni: si può parlare apertamente di epidemia e, ancora, non ci risulta che la Direzione prevenzione della Regione abbia ancora fornito alle Ulss i vaccini necessari per intervenire. Siamo di fronte a una grave mancanza, servono interventi urgenti e non più rinviabili”. Interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere del Pd Andrea Zanoni e sottoscritta dal collega di partito Graziano Azzalin e da Cristina Guarda (Moretti Presidente). “Dalla Rete di sorveglianza epidemiologica del Veneto - spiega Zanoni - risultano, al 20 settembre, ben 22 casi di ‘lingua blu’ nelle province di Belluno, Treviso e Vicenza che hanno interessato in particolare venti ovini di allevamento, un caprino di allevamento e un muflone selvatico; questo nonostante la nostra regione fosse stata dichiarata indenne”. Ieri sull’emergenza sanitaria era intevenuto l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan con l’annuncio per il prossimo futuro di un piano di vaccinazioni obbligatorie per 100mila ovicaprini.

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Taglio delle Usl. La Lega ricorre al «canguro» e affossa gli emendamenti. E’ caos. La minoranza: andremo al Tar
Mercoledì 21 Settembre 2016 11:31 PDF Stampa E-mail

berti consDi seguito la rassegna stampa di oggi sulla seduta del Consiglio regionale di ieri. E venne il giorno del canguro. Dopo 85 ore di discussione e 26 sedute consiliari paralizzate dall'ostruzionismo, il presidente leghista dell'assemblea Roberto Gambetti ha estratto dal cilindro la manovra che, analogamente a quanto avviene in Parlamento, consente all'esecutivo di saltare (sull'esempio del marsupiale) la montagna di emendamenti - oltre 700 dell'opposizione. «Ma non è un vero canguro», ribatte lui «semplicemente, preso atto che la minoranza intendeva impedire ad ogni costo all'aula di legiferare, ho applicato l'articolo 105 comma 4 del regolamento che, in presenza di un nuovo progetto di legge di maggioranza, fa decadere gli emendamenti precedenti. È mio dovere assicurare l'economia dei lavori, ci sono provvedimenti urgenti che attendono il voto, dalle nomine a Veneto Sviluppo al Piano cave al bilancio, chi ha ricevuto il consenso dei veneti ha il dovere e il diritto di governare».

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Per i dipendenti pubblici la doppia incognita sul rinnovo dei contratti. Variabile risorse e regole da rivedere
Martedì 20 Settembre 2016 10:49 PDF Stampa E-mail

contrattimadiaLe dimensioni della dote aggiuntiva che sarà messa a disposizione dalla legge di bilancio rimane la variabile fondamentale per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Per far ripartire le trattative, però, bisogna “sminare” il campo da alcune regole della riforma Brunetta finora rimaste inattuate perché avrebbero dovuto entrare in gioco giusto alla prima tornata contrattuale successiva, finora rimasta in stand by: gli ostacoli principali sono rappresentati dalla rigidità delle «fasce di merito», che imporrebbero di dedicare ai premi individuali la «quota prevalente» dei fondi decentrati concentrando sul 25% del personale il 50% delle risorse, e dalla forte limitazione delle regole contrattuali realizzata fissando per legge una serie di materie prima lasciate alle relazioni sindacali. È questo l’orizzonte delineato dai sindacati nelle scorse settimane negli incontri bilaterali all’Aran, e il tema sarà al centro di una riunione collettiva dopodomani.

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Blue tongue in Veneto, 22 casi confermati in tre province. Il Minsalute modifica l’elenco delle zone di restrizione
Martedì 20 Settembre 2016 10:40 PDF Stampa E-mail

pecore-iStock 000001974360 SmallContinuano le segnalazioni di casi sospetti di Bluetongue nei territori delle province di Belluno e Treviso già sottoposti a restrizione. In data 16 settembre sono stati confermati sette nuovi casi: uno in un allevamento caprino ad Alano di Piave (BL), gli altri in allevamenti ovini della provincia di Belluno e uno nella provincia di Treviso. In tutti i casi non si trattava di animali monticati e i campioni sono stati prelevati nella sede aziendale. Dal 31 agosto scorso, in totale sono stati individuati 20 casi nelle province di Belluno e Treviso e 2 nella provincia di Vicenza (mappa). In data 15 settembre infatti sono stati confermati due casi in greggi originari della provincia di Trento e Treviso ma monticati a Cismon del Grappa (VI). Il 19 settembre il ministero della Salute con provvedimento della Direzione generale Sanità animale ha modificato e integrato il dispositivo dirigenziale n. 5662 del 14 marzo 2014 e smi in seguito alla circolazione del sierotipo BTV4 nelle province di Bologna, Chieti, Perugia, Pescara, Rieti, Terni e Vicenza, territori in cui sono state confermate diverse positività.

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West Nile: che uccelli selvatici monitorare per la sorveglianza del virus? Ospiti preferiti dalla zanzara e aree più a rischio
Martedì 20 Settembre 2016 10:31 PDF Stampa E-mail

merloUn progetto di ricerca condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (RC IZSVE 10/12) ha studiato il modo di intensificare la sorveglianza del virus West Nile attraverso la conoscenza delle abitudini alimentari della zanzara in relazione alla fauna selvatica, in particolar modo agli uccelli. In Veneto infatti non era chiaro quale fosse la specie volatile preferita dalla zanzara, da monitorare come riferimento per la sorveglianza della malattia. Il risultato più importante è stata l’identificazione delle specie di volatili preferite dalla zanzara comune: il merlo e la gazza sono in cima alla classifica, seguite dalla tortora dal collare e dal passero. La tortora risulta meno preferita, mentre il passero è scelto in modo opportunistico: tuttavia anche questi uccelli possono essere inseriti nell’attività di sorveglianza, in qualità di seconde scelte.

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